Ho
incontrato la meraviglia !
Quella mattina era
cominciata come tutte le altre e dato che vi erano pochi servizi, si bagolava
tra la sala di ricreazione ed il centralino, in attesa un volontario mi raggiunge e sorridendo mi dice: “ C’è un nuovo
volontario, vieni fuori a riceverlo …” . Vado fuori, con la sensazione che come
al solito, vorrà tirarmi il solito scherzo … infatti, c’è una signora con suo
figlio piccolo …
-
“
Buon giorno signora “ esordisco, pensando che volesse informazioni per lei … “ Benvenuta, mi dica, come posso esserle utile
?”
-
“
ho! No! Non è per me, ma per mio figlio … che sono entrata … “ e nel dire
questo guardava in giù, verso il bimbo e sorrideva.”
-
“
Per suo figlio …..!!” ripeto perplesso. “Si” mi dice, e mi racconta che ogni
volta che passa sulla strada che costeggia il parco auto, suo figlio (2 anni !)
immediatamente tenta di entrare nel cortile tirando forte sua madre. “ Allora oggi
mi sono decisa e conoscendo Bruno, mi sono decisa ad entrare e … come vede …
non vede l’ora di toccare una ambulanza ….”
-
“
Bene …! “ le dico e pur preso in contro piede, tendo la mano al bimbo e gli
dico “ Ciao, come ti chiami ?” di rimando la madre mi risponde “ Riccardo, cosi
si chiama …”. Riccardo afferra la mia mano e con l’altra, lasciata la madre, mi
indica deciso un’auto e si muove verso di essa con vocalizzi eccitati e
impaziente di avvicinarsi.
Camminava
svelto e man mano che ci si avvicinava alla vettura 75, la sua eccitazione
aumentava allora gli ho chiesto “ ti piace ? guarda i colori è bella ?” dai
suoi vocalizzi e il braccio teso verso la macchina era evidente che la
meraviglia aumentava di pari passo alla gioia di vederne una da vicino e questo
mi ha contagiato e, ormai vicini all’auto con le nocche della mano ho bussato
sul frontale di plastica “Knock – Knock”.
Un acuto grido di piacere e meraviglia ci colpisce entrambi,
infatti neanche la madre se lo aspettava. Allora ho nuovamente bussato “Knock,
Knock” cambiando di posto ed ottenendo un suono più profondo. Ed una nuova
eccitazione di felicità pura, con un battere dei piedini era la risposta
entusiastica di Riccardo.
Di fronte a tanto entusiasmo ed incoraggiato dalla madre,
l’ho portato di fronte alla 80, “Ragazzi !!!”
al successivo bussare sulla plastica che ovviamente provocava un suono
profondo e diverso, lo ha ulteriormente meravigliato al punto che se avessi
acceso luci di emergenza e sirena, non avrei ottenuto così tanto.
Ero di fronte a tale e tanta meraviglia che davvero credo di
non trovarne più in vita mia !
-
“Sarà
un volontario deciso e convinto il mio Riccardo “ a quel punto dice la madre e convenendone decisamente, gli
comunico il mio pensiero che rispecchia la sua affermazione “ Ne sono convinto
anch’io … e se ancora vuole entrare lo porti pure dentro, sono certo che di
fronte a tale entusiasmo saremo tutti ben felici di essere suoi tutor “
Li accompagno all’ingresso
con la netta convinzione che per quel giorno e chissà per quanti altri ancora,
non avrò giorno migliore ne soddisfazione migliore da qualsiasi altro allievo.
Rientrato in sala
ricreazione, trovo Bruno e lo ringrazio per avermi chiamato e datomi la
possibilità di avere una cosi intensa esperienza. Anche lui ride soddisfatto.
Poi il pensiero ritorna ai
problemi quotidiani ed è automatico pensare agli allievi che in questo periodo
frequentano la sede.
Provo a fare un confronto
e mi è davvero difficile rammentare un tale entusiasmo e gioia nell’essere li,
semplicemente li a godere della vista delle auto, a riempirsi gli occhi dei
colori e le orecchie dei rumori di un mondo nuovo e pieno di sorprese.
Quanti fra di noi si sono
avvicinati al mondo della assistenza con la voglia di meravigliarsi e
sorprendersi e coinvolgersi in un mondo che, mai fine a se stesso, pur se dai
gesti apparentemente simili, riserva l’intima gioia di sentirsi utili agli
altri !
Quanti fra di noi hanno la
capacità di Riccardo, di farsi stupire e meravigliarsi e crescere, grazie alle
mille sfumature che i servizi ordinari ci riservano attraverso le persone che
assistiamo tutti i giorni.
Ecco quanto vorrei dai
nostri allievi volontari; che ogni tanto si fermassero e si interrogassero sul
loro quotidiano servizio per sapere se ancora si sorprendono e si meravigliano
e trovano in questo, l’essenza di essere al servizio.
Che non è servire, ma
semplicemente dare calore umano a chi lo chiede, utili a chi ha necessità,
ascolto per chi ha bisogno di comunicare, sollievo per chi soffre nel dolore, compagnia per chi ha solo la solitudine
a fianco, conforto per chi ha paura e vive l’ansia di un domani uguale all’oggi
e che con un sorriso ed una facezia riusciamo a fargliela dimenticare. Almeno
per un poco.
Mario
D. Summa
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