lunedì 14 marzo 2016

Ho incontrato la meraviglia !


Ho incontrato la meraviglia !

       Quella mattina era cominciata come tutte le altre e dato che vi erano pochi servizi, si bagolava tra la sala di ricreazione ed il centralino, in attesa un volontario mi raggiunge e sorridendo mi dice: “ C’è un nuovo volontario, vieni fuori a riceverlo …” . Vado fuori, con la sensazione che come al solito, vorrà tirarmi il solito scherzo … infatti, c’è una signora con suo figlio piccolo …


-      “ Buon giorno signora “ esordisco, pensando che volesse informazioni per lei … “    Benvenuta, mi dica, come posso esserle utile ?”

-      “ ho! No! Non è per me, ma per mio figlio … che sono entrata … “ e nel dire questo guardava in giù, verso il bimbo e sorrideva.”

-      “ Per suo figlio …..!!” ripeto perplesso. “Si” mi dice, e mi racconta che ogni volta che passa sulla strada che costeggia il parco auto, suo figlio (2 anni !) immediatamente tenta di entrare nel cortile tirando forte sua madre. “ Allora oggi mi sono decisa e conoscendo Bruno, mi sono decisa ad entrare e … come vede … non vede l’ora di toccare una ambulanza ….”

-      “ Bene …! “ le dico e pur preso in contro piede, tendo la mano al bimbo e gli dico “ Ciao, come ti chiami ?” di rimando la madre mi risponde “ Riccardo, cosi si chiama …”. Riccardo afferra la mia mano e con l’altra, lasciata la madre, mi indica deciso un’auto e si muove verso di essa con vocalizzi eccitati e impaziente di avvicinarsi.

Camminava svelto e man mano che ci si avvicinava alla vettura 75, la sua eccitazione aumentava allora gli ho chiesto “ ti piace ? guarda i colori è bella ?” dai suoi vocalizzi e il braccio teso verso la macchina era evidente che la meraviglia aumentava di pari passo alla gioia di vederne una da vicino e questo mi ha contagiato e, ormai vicini all’auto con le nocche della mano ho bussato sul frontale di plastica “Knock – Knock”.

        Un acuto grido di piacere e meraviglia ci colpisce entrambi, infatti neanche la madre se lo aspettava. Allora ho nuovamente bussato “Knock, Knock” cambiando di posto ed ottenendo un suono più profondo. Ed una nuova eccitazione di felicità pura, con un battere dei piedini era la risposta entusiastica di Riccardo.

        Di fronte a tanto entusiasmo ed incoraggiato dalla madre, l’ho portato di fronte alla 80, “Ragazzi !!!”  al successivo bussare sulla plastica che ovviamente provocava un suono profondo e diverso, lo ha ulteriormente meravigliato al punto che se avessi acceso luci di emergenza e sirena, non avrei ottenuto così tanto.

        Ero di fronte a tale e tanta meraviglia che davvero credo di non trovarne più in vita mia !

-      “Sarà un volontario deciso e convinto il mio Riccardo “ a quel punto  dice la madre e convenendone decisamente, gli comunico il mio pensiero che rispecchia la sua affermazione “ Ne sono convinto anch’io … e se ancora vuole entrare lo porti pure dentro, sono certo che di fronte a tale entusiasmo saremo tutti ben felici di essere suoi tutor “

Li accompagno all’ingresso con la netta convinzione che per quel giorno e chissà per quanti altri ancora, non avrò giorno migliore ne soddisfazione migliore da qualsiasi altro allievo.

Rientrato in sala ricreazione, trovo Bruno e lo ringrazio per avermi chiamato e datomi la possibilità di avere una cosi intensa esperienza. Anche lui ride soddisfatto.

Poi il pensiero ritorna ai problemi quotidiani ed è automatico pensare agli allievi che in questo periodo frequentano la sede.

Provo a fare un confronto e mi è davvero difficile rammentare un tale entusiasmo e gioia nell’essere li, semplicemente li a godere della vista delle auto, a riempirsi gli occhi dei colori e le orecchie dei rumori di un mondo nuovo e pieno di sorprese.

Quanti fra di noi si sono avvicinati al mondo della assistenza con la voglia di meravigliarsi e sorprendersi e coinvolgersi in un mondo che, mai fine a se stesso, pur se dai gesti apparentemente simili, riserva l’intima gioia di sentirsi utili agli altri !

Quanti fra di noi hanno la capacità di Riccardo, di farsi stupire e meravigliarsi e crescere, grazie alle mille sfumature che i servizi ordinari ci riservano attraverso le persone che assistiamo tutti i giorni.

Ecco quanto vorrei dai nostri allievi volontari; che ogni tanto si fermassero e si interrogassero sul loro quotidiano servizio per sapere se ancora si sorprendono e si meravigliano e trovano in questo, l’essenza di essere al servizio.

Che non è servire, ma semplicemente dare calore umano a chi lo chiede, utili a chi ha necessità, ascolto per chi ha bisogno di comunicare, sollievo per chi soffre nel  dolore, compagnia per chi ha solo la solitudine a fianco, conforto per chi ha paura e vive l’ansia di un domani uguale all’oggi e che con un sorriso ed una facezia riusciamo a fargliela dimenticare. Almeno per un poco.

                                                                           Mario D. Summa


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