domenica 31 gennaio 2016

Essere volontari nei servizi ordinari parte quinta

APPROCCIO REATTIVO

             “Approccio reattivo” significa essere capaci di reagire ad un evento, ma non di prevederlo anticipatamente. Possiamo affermare che l’approccio reattivo, risulta essere la nostra “normale”  modalità di agire di fronte ad un evento che richiede necessariamente il nostro agire.
 


            Parliamo di una reazione che avviene senza alcuna premonizione, ma provocata e dunque si affida alla capacità di elaborare l’evento nell’immediato a cui rispondiamo di riflesso, sulla base delle esperienze precedenti (se ne abbiamo dello stesso tipo).
Si rischia di andare in “ stallo emozionale”  perché non abbiamo nessuna capacità di porre in atto azioni che possano in qualche modo contrastare o accettare un evento nuovo,  mai visto, ne affrontato, forse, per sentito dire da altri.
Questo comporta una fase elaborazione che ritarda la reazione subendo la dinamica dell’evento che di fatto ci trova impreparati e questo provoca frustrazione e stress dovuto anche all’inevitabile confronto con chi più esperto e reattivo agisce nell’immediato domando l’evento.

Approccio Proattivo

L’approccio proattivo è una tendenza relativamente stabile tesa a controllare gli eventi, cercare di prevedere non è una perdita di tempo ed aiuta a non finire nei guai. Essa crea,  in chi la applica sistematicamente, una condizione di sicurezza che deriva dal positivo esito delle azioni poste in essere durante la evoluzione di eventi, in qualche modo previsti o presunti.
Avere un “approccio proattivo” significa riorganizzarsi dal punto di vista delle metodologie e soprattutto delle competenze, in modo che l’individuo sia in grado di percepire, anticipatamente le tendenze ed i cambiamenti futuri,  per pianificare le azioni opportune in anticipo, sugli eventi da affrontare.
Occorre che l’individuo che agisce in un preciso contesto (Associazione, comunità ecc.) possa essere messo in condizione di avvalersi di un efficiente sistema che posa le sue basi su:
·         Comunicazione (preventiva descrizione completa e dettagliata delle azioni da compiere pre servizio)
·         Monitoraggio delle prestazioni nella varie attività ( discussione delle azioni svolte e correttivi post servizi)
·         Simulazione di scenari alternativi (Effettuare delle prove pratiche in cui prevedere scenari di servizi anche estremi, non solo operativi ma anche di relazione e approccio ai pazienti)
In conclusione, l’approccio di tipo proattivo è un processo ciclico in cui ad ogni “giro” ed in particolare nella fase di monitoraggio,  si pongono le basi di ripartenza arricchite dalla esperienza vissuta.
croceverde.jpg                                                           Summa Donato Mario

Volontario Croce Verde Alessandria,  Dicembre 2015

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